Parco giochi accessibili e parco giochi inclusivi
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Parco giochi accessibili, una necessità per i bambini/2
Essere family
Domenica 27 Aprile 2014

Raffaella e Claudia continuano a parlarci di Parchi gioco inclusivi.

Cosa chiedete alle politiche sociali per sensibilizzare sul tema?

RAFFAELLA Iniziare dalla predisposizione di un parco giochi centrale accessibile a tutti sarebbe un buon punto di partenza. Per sensibilizzare la gente bisogna prima di tutto che la gente veda quanto siano belli e solari anche i nostri bambini!!

CLAUDIA Sarebbe bello se ogni tanto fossero organizzate delle campagne di informazione non solo tramite i mezzi di comunicazione come radio, televisione e social network ma anche nella scuole superiori e nelle università con i ragazzi che entro breve entreranno a far parte del mondo del lavoro. Corsi di aggiornamento per il personale che si occupa delle aree verdi attrezzate nella città per far conoscere realtà che forse un tempo non esistevano. Sono stati inventati nuovi giochi accessibili? Facciamo sapere a tutti! Sono convinta che tante persone non sappiano dell’esistenza dei giochi accessibili.

Perché un cittadino con figli normodotati dovrebbe preoccuparsi di un parco accessibile a tutti i bambini?"

RAFFAELLA Perchè il diritto al gioco è un diritto di tutti, normodotati o no, bianchi o neri, ricchi o poveri, belli o brutti. Perchè un domani quella famiglia normodotata potrebbe averne bisogno.

La disabilità non è una malattia infettiva, i bambini non hanno pregiudizi e si relazionano con tutti allo stesso modo, normodotati o meno, è da bambini che si pongono le basi della loro educazione, del loro futuro, e dove allora meglio che in un parco giochi possono sperimentare e conoscere le differenze che ci rendono unici?

Tramite il gioco insegniamo ai nostri figli a muoversi, a coordinarsi, a parlare, contare.... non vedo perchè non insegnarli anche integrazione e inclusione.

CLAUDIA Perché no? La società sta diventando molto egoista e questo non mi piace. Se è possibile realizzare un parco giochi per tutti, anche se mio figlio non ha bisogni speciali, perché non appoggiare e sostenere un progetto di questo tipo? Voglio che mio figlio cresca libero, curioso e in un mondo migliore in cui c’è attenzione e rispetto per tutti.  Un mondo in cui non si pensa solo a se stessi ma anche al bene comune. Se non ha la possibilità di conoscere, frequentare e giocare anche con chi ha qualche difficoltà come  riuscirà a capire che tutti abbiamo qualcosa di bello dentro di noi che ci rende unici e speciali? E poi non ci dimentichiamo che i bimbi sono il nostro futuro, tutti, non solo quelli normodotati.

Riferiamoci alla disabilità, quali pensate siano i giochi più adatti e che mancano?

RAFFAELLA Sicuramente pannelli sensoriali e altalene con schienale e cinture di sicurezza (al posto della classica altalena con catena e tavoletta di legno o altalena con protezione per bimbi fino ai 3 anni dove è molte difficile infilare le gambe di un bimbo di 7/8 anni!)

Ci sono regioni più sensibili di altre su questo tema? 

RAFFAELLA Sicuramente il Centro Nord. Ma bastano le dita di una mano per contarli in ogni singola regione

CLAUDIA Di parchi gioco inclusivi ne esistono pochissimi in Italia e sono situati al centro/nord. Però qualche gioco accessibile in mezzo ad altri che lo sono meno è stato installato in parecchie città di tutta Italia.

Quali e dove sono i parchi più accessibili che avete trovato?

RAFFAELLA Per questa risposta vi mando al link parchi-con-giochi-accessibili-per-tutti-i-bambini dove Claudia ha fatto un bellissimo lavoro di riepilogo!! E naturalmente sulla pagina facebook "Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini" sono presenti foto e articoli di giornali di tutti i parchi accessibili che è riuscita a trovare o che ci sono stati segnalati!

CLAUDIA Io purtroppo non ne ho mai visto uno. Nella nostra zona non ci sono e non sono mai capitata nelle città che, fortunate, hanno aree con giochi inclusivi. Sulla pagina facebook che abbiamo creato io e Raffaella abbiamo messo foto e link di questi tutti i parchi inclusivi che esistono in Italia e sono davvero pochissimi.

Cosa potrebbero e dovrebbero fare i parchi per diventare accessibili?

RAFFAELLA Eliminare le barriere architettoniche più scontate, come ad esempio scalini o piani in pendenza

prevedere delle "pavimentazioni antitrauma",. Installare un gioco "classico" e uno "accessibile"

CLAUDIA per iniziare si potrebbero eliminare tutte le barriere che impediscono ai bambini disabili di raggiungere i giochi, costruire parchi sicuri e assicurarsi che i giochi siano certificati

Qual é l’aspettativa di un genitore per il tempo libero del figlio?

RAFFAELLA Da mamma di bambino affetto da SMA - Amiotrofia Muscolare Spinale Tipo 3, o più semplicemente con una notevole riduzione della capacità motoria, mi piacerebbe utilizzare il tempo libero da terapie per lasciarlo libero di divertirsi, interagire e socializzare con altri bambini, dedicarsi ad un hobby (aspettative uguali a qualsiasi altro genitore d'altronde)... ma soprattutto sfogarsi, scaricare rabbie e tensioni dovute alla sua condizione. Purtroppo con la difficoltà a camminare, la minor forza muscolare, molte attività sono off-limits per noi. Ben venga la musica, la pittura, laboratori creativi, biblioteca e chi ne ha più ne metta, ma diciamocelo: cosa fanno fare la maggior parte dei genitori ai propri figli per "scaricarsi" dai mille impegni che già riempiono la loro vita ? Ebbene si! Portiamolo al parco, lasciamoli liberi di sfogarsi, di dar due calci a un pallone, di correre a perdifiato in un campo. Ma mio figlio non lo può fare.  

CLAUDIA Vorrei che mio figlio nel tempo libero potesse giocare con altri bambini, fare nuove esperienze, scoprire cose nuove e stupirsi di tutte le cose belle che esistono in questo mondo. Naturalmente vorrei che tutto ciò lo facesse insieme ad altri bambini 

Si é fatto tanto per l’eliminazione delle barriere architettoniche in passato, che ci troviamo oggi difronte a un’altra necessità, che prevede il diritto all’infanzia per tutti i bambini. Quanto conta in questa prospettiva il diritto al gioco?”

RAFFAELLA In passato si sarà fatto anche tanto, ma attorno a noi vedo innumerevoli barriere architettoniche! E non mi riferisco solo ai marciapiedi senza scivolo per salire o scendere. Mi riferisco alle scuole, edifici pubblici, strutture sanitarie....

Il diritto al gioco conta quanto poter accedere ad un ospedale.

Il diritto al gioco per un bambino disabile conta quanto per un bambino normale.

Il gioco è educazione, formazione, cultura.

Con il gioco prepariamo il futuro.

CLAUDIA Forse la tua città è più accessibile, per quanto riguarda Rimini e dintorni non voglio dire che non si è fatto nulla ma c’è davvero ancora tanto da fare. Quando Samuele era piccino e usavo ancora il passeggino mi sono stupita di quanti ostacoli esistano per chi ha problemi motori. La maggior parte dei marciapiedi sono privi di scivolo per salire e scendere e molti sono dissestati o troppo stretti. Una volta non sono potuta entrare in una banca con il passeggino e non scherzo.

Non credo esista infanzia senza gioco. Il diritto al gioco credo sia fondamentale per la crescita sana e felice di un bambino. I bambini imparano quasi tutto giocando ed imitando i grandi. Dobbiamo assicurare a tutti i bambini il diritto di accesso sia al parco giochi che ai giochi stessi. Tutti i bambini hanno diritto a trascorrere una serena e gioiosa giornata al parco giochi in compagnia di amici. Penso che i miei più bei ricordi di bimba siano quelli ai giardinetti vicino casa insieme alle mie cugine, tutte insieme sull’altalena a quattro posti a dondolare e cantare le sigle dei cartoni animati.

Se poteste lasciare un messaggio all’amministrazione comunale e provinciale, cosa direste?

RAFFAELLA Ogni anno ci sono giochi da aggiustare o sostituire, nuove aree urbane dove per legge è previsto oltre ai parcheggi con posto auto per i disabili anche un area verde come parco pubblico: iniziamo con un gioco accessibile! Basta con i giochi "fotocopia" in tutti i parchi, rinnoviamoci un po' e cambiamo la tipologia!

Le politiche sociali sono sempre all'ultimo posto nei bilanci comunali, "tanto i disabili sono pochi", ma se anche ci fosse un solo disabile in un comune di 20.000 abitanti, nel 2014 quel singolo deve avere gli stessi diritti degli altri 19.999!

CLAUDIA Chiederei di cercare di garantire i diritti di tutti i cittadini, non solo della maggioranza. A volte basterebbe davvero poco per rendere la città più accessibile. Troppo spesso si tiene in considerazione solamente l’estetica e non la praticità e fruibilità da parte di tutti. Sarebbe il caso, in fase di progetto, di consultare esperti e chiedere loro un consiglio. Io ad esempio vorrei un bel parco giochi adatto a tutti i bambini. Un parco accessibile a tutti con giochi che possano essere utilizzati anche da bambini con disabilità. Quando sono stati realizzati i parchi esistenti nessuno ha pensato a questi bambini ma da adesso in poi, visto che sono consapevoli del problema, vorrei che prendessero seriamente in considerazione l’acquisto di giochi per tutti.

Qual é il gioco preferito di tuo figlio e che cerca al parco? Ha occasione di frequentarlo con i suoi amici? Quali benefici avete riscontrato dopo aver giocato all'aria aperta in un luogo strutturato a misura di bambino normodotato e bambino disabile?

Racconta un episodio positivo di gioco libero al parco giochi per un bambino con disabilità

RAFFAELLA Purtroppo a Santarcangelo di Romagna e nelle vicinanze non ci sono parchi con giochi accessibili per mio figlio.

Per me la primavera è diventata la stagione "impossibile": non è caldo abbastanza per passare le giornate in spiaggia a giocare sotto l'ombrellone e non fa talmente freddo oppure piove da star bene rintanati in casa!!! E' la stagione in cui tutto si risveglia, colori, profumi, voglia di uscire e giocare all'aria aperta, nei giardinetti e nei parchi gioco aumentano bambini, rumori, risate e allegria... ma non per noi!

All'uscita da scuola tremo se qualche mamme ci chiede "ci vediamo al parco?" oppure se Cristian (6 anni) mi chiede "mamma mi porti ai giochi al parco". Si tremo perchè i parchi gioco non sono accessibili per lui, o meglio, non ci sono giochi che possa utilizzare. Finchè era più piccolo (di età, ma soprattutto di altezza e peso) riuscivamo a utilizzare i giochi riservati a bimbi fino ai 3 anni, oppure, se i giochi non erano molto affollati e non venivo "incenerita" da occhi adulti, mi arrampicavo sulle torri per farlo salire e giocare. Frequentare un parco giochi o meglio, utilizzare i giochi del parco, per noi è impossibile! per cui lo frequentiamo poco, ma quelle poche volte per fortuna lo facciamo con degli amici che conoscono Cristian, e di conseguenza i suoi limiti, da diversi anni: sotto la grande torre giocano a fare il bar, Cristian ovviamente finge di essere il barista che prepara gelati e panini e gli amici sono i clienti/aiutanti (gli raccolgono bastoncini erba fiori) e così riusciamo a godere anche noi di un po’ di aria fresca e sole.

Lui non ha un gioco preferito... gli piacerebbe poter utilizzare almeno un gioco!!!

CLAUDIA Durante la bella stagione, quando le ore di luce sono tante, cerchiamo di andare spesso al parco o in spiaggia. Samuele al parco giochi si sente libero. Io, se il parco è sicuro, recintato o lontano dalla strada, sono tranquilla. So che lui può correre, rotolarsi, sporcarsi e quando torna a casa è stanco e rilassato. Sulla strada del ritorno mi delizia le orecchie con i suoi racconti fantastici dell’avventura vissuta con gli altri bambini, pare sia andato sulla Luna, abbia fatto un viaggio pericoloso nella savana, affrontato leoni ed elefanti in compagnia dei suoi amici. È soddisfatto e felice. Samuele qual è il tuo gioco preferito al parco? L’altalena. Perché? Perché va veloce.

Io invece, personalmente, non ho episodi di gioco libero al parco giochi da raccontare.


Stefania D'Elia Stefania D'elia su Facebook

Stefania D'Elia

Sono mamma di 2 bambini di 5 e 3 (quasi) anni. Sono stata per anni un’impiegata, poi un licenziamento e la mia vita è cambiata.

Ho scelto di cavalcare gli eventi e ho iniziato a scrivere; di me, di noi, delle mamme. Ho gestito per mesi un magazine on-line, ho un blog personale e scrivo articoli che parlano di donne e famiglia su www.trentoblog.it e ora sono alla ricerca di nuove sfide.

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