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Racconti in sala parto: la nascita di MrD

Martedì 07 Maggio 2013
SempreMamma

Quando sono rimasta incinta di MrD era il 1991, ero sposata da pochi mesi ed ero molto giovane, secondo gli standard di adesso, potrei dire che ero poco più che una bimba.  Avevo 21 anni! La gravidanza è stata bellissima, mai una nausea, mai un disturbo, ho fatto di tutto e di più: gite in montagna, giornate in piscina, scivoli compresi, senza problema alcuno.

Avevo il termine il 4 Novembre, la sera tardi di quel giorno sono iniziati i primi dolori, poi sempre più ravvicinati, così mio marito, prima di mezzanotte, decise di portarmi in ospedale. L'ospedale scelto distava quasi un'ora di strada, ci lavorava la mia ginecologa, che poi non era presente al parto e ho visto di sfuggita dopo tre giorni di degenza, ma pazienza. Arriviamo in ospedale e dopo le solite pratiche burocratiche mi fanno la visita e, all'ecografia, avviso per la millesima volta che non voglio sapere il sesso del nascituro perchè preferiamo la sorpresa. Fanno il monitoraggio e sentenziano che ci metterò tutto il giorno, ovvero... potevo anche tornare a casa se volevo. Io e mio marito ci guardiamo e decidiamo di restare.  La distanza è troppa.

I dolori però aumentano continuamente e sono sempre più ravvicinati e le ostetriche decidono di rompere le acque, poi mi spostano in sala travaglio e dopo un'oretta in sala parto. Decido di utilizzare la sedia, avevo letto che aiutava a partorire più velocemente: io ci credevo, volevo crederci. Le ostetriche, carinissime, mi accarezzano, mi bagnano le labbra, mi spiegano cosa devo fare. Io spingo, spingo, ma MrD non ne vuole sapere di uscire, vuole starsene al caldino, al sicuro, in un posto che conosce ormai bene. Sì, è vero, ci sta stretto, ma gli piace. A forza di spingere, perdo le forze, mi sento svenire, le ostetriche allarmate chiamano il ginecologo che era andato a dormire, tanto secondo lui ci mettevo tutto il giorno!

Arriva il ginecologo, tutto assonnato, mi guarda, guarda lì, e zac, mi preme un braccio sotto il seno e preme fortissimo, uno, due, tre volte, finchè MrD viene al mondo. Sono le 5 e 5 minuti del mattino.

Il mio piccolo cucciolo tutto rosa, non è per niente rosso come tutti i neonati, è un maschietto, un bimbo perfetto, con tutte le cose al loro posto, biondo, magnificamente spettacolare.

Cavoli, avevo 22 anni ed ero già mamma. Ero responsabile di un esserino così minuscolo. Restiamo un'oretta nella sala post partum, durante la quale attacco MrD subito al seno, come fosse la cosa più naturale del mondo, come se avessi fatto sempre questo nella vita.

Arrivano poi le ostetriche e mi fanno camminare fino alla stanza, o almeno ci provano, perchè quasi svengo nel corridoio e sono costrette a portarmi in barella. Durante la giornata mi sono guardata allo specchio, avevo tutti i capillari del viso e degli occhi rotti, ero un mostro, mi sono spaventata, ma il peggio è stato quando ho cercato di alzarmi la sera dal letto: era impossibile, un male atroce lì in basso, mi ero tutta lacerata, avevano dovuto mettere molti punti di sutura sia interni che esterni e purtroppo avevo anche un grossissimo ematoma che arrivava quasi fino al ginocchio. Per guarire bene e non avere più dolori sono passate delle settimane.

Ricordo con piacere di aver scelto la stanza chiamata "Rooming In", una stanza a tre letti con mini-nido adiacente a quella in cui stavano i bimbi nel momento in cui arrivano i parenti; per il resto del tempo i piccoli stavano in stanza con noi, al tempo era una cosa eccezionale.

Come prima esperienza di parto è stata un po' traumatica, veloce, per fortuna, ma da sola non sono riuscita a portare a termine il parto e questo un po' mi è dispiaciuto, anche se poi mi sono riscattata con Miciomao, il mio secondo figlio... ma questa è un'altra storia!

Racconto di SempreMamma

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Stefania D'Elia Stefania D'elia su Facebook

Stefania D'Elia

Sono mamma di 2 bambini di 5 e 3 (quasi) anni. Sono stata per anni un’impiegata, poi un licenziamento e la mia vita è cambiata.

Ho scelto di cavalcare gli eventi e ho iniziato a scrivere; di me, di noi, delle mamme. Ho gestito per mesi un magazine on-line, ho un blog personale e scrivo articoli che parlano di donne e famiglia su www.trentoblog.it e ora sono alla ricerca di nuove sfide.

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