Babbo Natale non esiste: come affrontarlo?
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Babbo Natale non esiste: come affrontarlo?
Giulia TestiEssere family
Venerdì 08 Dicembre 2017

babbo nataleChe magia la notte di Natale. L’emozione prende grandi e piccini. Loro nel letto pieni di speranze e avvolti dal mistero, tu e papà che disponete al meglio i regali sotto l’albero. Vorresti che questi momenti durassero per sempre: nascondere dolci e giocattoli per giorni, vedere i loro occhi sbalorditi e i loro sorrisi così entusiasti…

Eppure arriva un momento in cui, inevitabilmente, i bambini crescono e vengono a fare i conti con la realtà: Babbo Natale non esiste. Come guidarli in questa scoperta senza ferirli?

Babbo Natale e Santa Lucia: che magia!

In alcune zone d’Italia, i bambini, più che Santa Claus, aspettano Santa Lucia, la notte del 13 dicembre. Lei è quella figura della Santa cieca che, accompagnata dai suoi fedeli amici Castaldo e l’asinello, dopo aver ricevuto una letterina con l’elenco dei desideri di ogni bambino, si infila nelle case lasciando in dono giocattoli e prelibatezze e, in qualche caso, del carbone, per rammentare di non fare i monelli.

Che si tratti di Santa Lucia o di Babbo Natale, sperimentarne l’attesa e il momento dell’arrivo per i bimbi è qualcosa di importante. La loro storia permette di trasmettere una tradizione attraverso la quale imparare la pazienza dell’attesa, non solo, ma anche i valori della generosità, attraverso i doni gratuiti di queste figure, della gratitudine, da dimostrare preparando del cibo per loro e per i loro animali in segno di riconoscimento, dello sforzo a comportarsi al meglio per meritare i doni.

Ma come affrontare il momento in cui i bambini si avvicinano alla scoperta della verità?
In genere la apprendono dagli amichetti o dai fratelli più grandi, e il rischio è quello di sentirsi doppiamente confusi e traditi: una volta dovendo rinunciare all’idea che Babbo Natale o Santa Lucia non esistono e una volta quando sperimentano che i loro genitori gli hanno mentito.

Qualche consiglio utile

regali natale

Decisivo è l’atteggiamento degli adulti, proprio perché ad essere in gioco è il rapporto genitore-figlio, e allora è necessario accompagnare questo momento importante di crescita attraverso la complicità.

Dopo che a tuo figlio è stata messa la pulce nell’orecchio sul fatto che Babbo Natale non esiste, gli puoi chiedere ad esempio: tu che cosa ne pensi? In questo modo puoi verificare se è davvero il momento, per lui, in cui è pronto a confrontarsi con la realtà oppure se ha ancora voglia di credere in questa bella favola.

Se lui si mostra deciso ad affrontare le cose, rassicuralo coinvolgendolo nel mondo dei grandi che “sanno ma fanno finta”, spiegagli che la vostra intenzione non era quella, appunto, di mentirgli, ma di fargli sperimentare l’emozione di una magia, e proponigli di fare ancora come se Babbo Natale esistesse. Ovvero di continuare a ricevere questi doni a Natale, pur sapendo che sarai tu a pensarci.

E allora, molto probabilmente, il tuo bimbo sentirà di essersi meritato qualcosa non da una figura astratta, ma da mamma e papà, quindi si sentirà molto gratificato nello scartare i doni ricevuti.


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