Taralli pugliesi fatti in casa
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Taralli pugliesi fatti in casa

Venerdì 23 Gennaio 2015

Oggi, quando sono andata a prendere Gaia a scuola, mi ha guardato con il suo solito sguardo indagatore e mi ha chiesto: quando mi insegni a cucinare?

Partiamo da un presupposto: per poter insegnare a qualcuno a cucinare, sarebbe utile saper cucinare. E io sono una "cuoca" che basa tutta la sua cucina sul "vediamo un po' cos'è in scadenza oggi..."

Così le ho chiesto "e cosa vorresti che ti insegnassi a cucinare?" e lei da buona trentina qual è "i taralli!" Ovvio. A casa mia si sfornano taralli a tutte le ore. Fortunatamente esiste internet e una breve ricerca che mi ha permesso di trovare gli ingredienti.

Dopo aver mandato i miei figli a farmi fare la figura dell'alcolista chiedendo una tazza di vino ai vicini, ci siamo messi ad impastare.

Ingredienti:

Procedimento

Ho usato la macchina per fare il pane, per l'impasto manuale il procedimento è simile a quello per la pizza.

Inserire nella macchina tutti gli ingredienti (i liquidi sotto) e azionare con il ciclo corto (non deve lievitare). Far riposare l'impasto per una mezz'ora.

La pasta che ne esce è piuttosto morbida e, per ovvi motivi, oleosa.

Prendete una piccola pallina di impasto alla volta fate dei serpentelli che chiuderete con la classica forma del tarallo.

A questo punto mettete sul fuoco una pentola di acqua e una volta arrivata a bollore buttate i taralli, una dozzina alla volta. Appena tornano a gatta (un paio di minuti) metteteli ad asciugare su un canovaccio pulito.

A questo punto l'aspetto dei vostri taralli sarà orribile e squamoso, va bene così.

Accendete il forno a 200 gradi, sistemate i taralli su una teglia e inseriteli nel forno caldo per 30 minuti.

Per la conservazione: si conservano per una settimana in una scatola di latta.

Un piccolo appunto: il tempo di cottura dipende dallo spessore dei vostri taralli. Gaia e Samuel visto che sono democratici, ne hanno fatti alcuni anoressici (che si sono bruciati) ed altri sulla soglia dell'obesità (che sono rimasti crudi all'interno). Cercate di tenere uno standard omogeneo... ve lo consiglio...


Stefania D'Elia Stefania D'elia su Facebook

Stefania D'Elia

Sono mamma di 2 bambini di 5 e 3 (quasi) anni. Sono stata per anni un’impiegata, poi un licenziamento e la mia vita è cambiata.

Ho scelto di cavalcare gli eventi e ho iniziato a scrivere; di me, di noi, delle mamme. Ho gestito per mesi un magazine on-line, ho un blog personale e scrivo articoli che parlano di donne e famiglia su www.trentoblog.it e ora sono alla ricerca di nuove sfide.

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