CoderDojo: il computer diventa un gioco da ragazzi
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CoderDojo: il computer diventa un gioco da ragazzi
Annalisa AloisiEssere family
Venerdì 26 Agosto 2016

Coder Dojo“Il mio grande” non è uno sportivo. Direi che è un nerd in erba con una grande, immensa, irrefrenabile passione per il computer, la programmazione, ovviamente i videogiochi e la grafica. A 11 anni ha le idee piuttosto chiare: ‘Mamma, voglio imparare a fare video e grafica 3d!’.

Ambizioso direi. Così mi sono guardata in giro, già rassegnata a corsi costosissimi e poco interessanti. E invece no. Io amo i nerd, diciamocelo, ne ho sposato uno. E poi mi stupiscono sempre con iniziative che solo un nerd può pensare. Sia chiaro, mica intendo i nerd sociopatici delle serie tv, non pensate a gruppi di Sheldon disadattati, ma a persone con un sano rapporto con le nuove tecnologie e pronti a formare la nuova generazione!

Ecco che navigando a vista in rete incontro CoderDojoTrento. Potevo non intervistarli per voi?

Cos'è CoderDojo? A chi è rivolto?

CoderDojo è un movimento internazionale di volontariato per introdurre all'informatica in modo divertente giovani dai 7 ai 17 anni. Il nostro motto è: “Above all, be cool!”, per prima cosa, divertiamoci! 'Coder' in inglese vuol dire programmatore, e 'Dojo' invece in giapponese significa palestra. Quindi si può intendere il CoderDojo come una palestra per avvicinare i giovani alla programmazione e in generale ad un uso creativo delle nuove tecnologie.

È nato nel 2011 in Irlanda e in pochi anni ha raggiunto una diffusione planetaria con un migliaio di club CoderDojo in 65 paesi nel mondo. Il movimento è costituito da insegnanti e professionisti da varie discipline accomunati dal desiderio di trasmettere alle nuove generazioni la propria passione per la tecnologia e le materie scientifiche.

Agli eventi CoderDojo cerchiamo di mostrare ai bambini/ragazzini come possono passare da utenti passivi del computer ad attori capaci effettivamente di comprendere il mezzo e creare contenuti. Tutti i giovani sanno giocare ai videogiochi, navigare siti, guardare video su YouTube, ma quanti sanno come si crea un videogioco, un sito, o un'animazione?

Inoltre, al CoderDojo non c'è un insegnante che parla e 20 alunni che ascoltano passivi. I protagonisti sono i ragazzini, che sono invitati a dare spazio alla loro fantasia e creatività sperimentando senza timore: i mentor volontari si pongono solo come facilitatori per aiutare a risolvere eventuali ostacoli. Capita anche di vedere i bambini stessi spiegare ad altri bambini quello che hanno appena scoperto. Inoltre, ai genitori viene richiesto di essere presenti per tutta la durata degli incontro: questo crea una bella atmosfera, in cui anche il genitore impara qualcosa assieme al figlio ed entrambi acquisiscono confidenza verso questo oggetto misterioso chiamato 'computer'.

Quante sono le realtà CoderDojo in Italia? Come sono organizzate? Coder Dojo Trento

L’Italia è il secondo Paese in Europa, dopo l’Irlanda, per numero di CoderDojo, con 155 Dojo registrati; l’elenco completo è su www.coderdojo.org. Dato che i CoderDojo sono realtà che nascono dal basso, ognuno si organizza secondo le proprie regole. Alcuni sono semplici gruppi informali, altri si appoggiano ad associazioni esistenti oppure ne creano di apposite.

Per esempio a Trento (storicamente una delle prime iniziative italiane) abbiamo creato l'associazione di promozione sociale senza scopo di lucro chiamata CoderDolomiti, che raccoglie le donazioni per sostenere le attività e fornisce supporto ad altri coderdojo interessati in regione, come CoderDojo Riva e il nascente CoderDojo Bolzano.

CoderDojo è gratuito. Perché? Sembra una domanda stupida, ma è praticamente impossibile trovare qualcosa di gratuito dedicato ai bambini, è un business.

In tanti anni passati a scuola come studente, anche in scuole tecniche, in rari casi mi è capitato vedere entusiasmo per quanto si faceva in classe. E quando guardo le statistiche italiane sullo scarso numero di diplomati/laureati in materie scientifiche, mi vien la depressione. Al CoderDojo invece vedo bambini e bambine che arrivano e smanettano senza timore con linguaggi di programmazione, schede elettroniche, robot... E sopratutto fanno domande.

È una visione che sorprende e rincuora ogni volta, lo posso garantire. L’informatica può essere uno strumento per sviluppare la creatività dei bambini, lo spirito di collaborazione e la capacità di risolvere problemi: tutte competenze che sono fondamentali per cui siamo onorati di poter dare il nostro piccolo contributo.

Un'altra motivazione è la volontà di informare. Oggi la tecnologia costa poco e siamo circondati da computer, pensiamo anche solo a quante cose incredibili può fare lo smartphone che abbiamo in tasca (foto, video, chat, geolocalizzazione...). Non solo, adesso esistono anche applicazioni gratuite facili da usare per programmare i computer, pensate apposta per bambini! Quindi, i mezzi ci sono, ma le famiglie sanno che esistono? Sanno come usarli al meglio? E sono adottati nelle scuole? Purtroppo no. Al CoderDojo quindi cerchiamo di mostrare in concreto cosa si può fare

programmazione bambini computer

Cosa si impara? Quali sono i corsi più amati e più seguiti? HTML, Java, grafica 3d a volte i genitori pensano che non siano corsi adatti ai bambini delle elementari, invece imparano linguaggi anche difficili molto velocemente. Come si distribuiscono per età i ragazzini?

Principalmente insegnamo Scratch, che è un ambiente di programmazione visuale online sviluppato dal MIT di Boston per i bambini e ragazzi dai 7 anni in su. Ci piace Scratch perché consente di creare rapidamente delle animazioni e semplici videogiochi, nonchè di pubblicarli online per farci giocare gli amici, permettendo diversi livelli di approfondimento.

Parlando dei corsi 'non adatti ai bambini delle elementari', molti pensano che se una tecnologia è usata nel mondo professionale, allora sarà sicuramente così complicata da risultare incomprensibile a dei bambini. Niente paura! Come dicevo  adesso esistono applicazioni educational pensate apposta per bambini, che sono graficamente accattivanti ed evidenziano automaticamente gli errori più comuni che dei principianti possono commettere, proponendo anche suggerimenti e soluzioni.

Per esempio, vogliamo programmare col linguaggio Javascript ma non sappiamo da dove cominciare? Sorpresa: esistono siti come code.org o Code Combat che offrono davvero l'opportunità di 'imparare a programmare giocando'. Vogliamo fare un sito internet ma siamo spaventati dal linguaggio HTML? Sorpresa: esiste l'editor per principianti Thimble per creare e pubblicare siti al volo. E che dire della grafica 3D? Grazie a programmi come MeshMixer e TinkerCad ho visto bambine di 8 anni creare alberi di Natale in 3D!  Cercando inoltre nei siti dei vari coderdojo italiani è possibile trovare diversi tutorial, che in genere sono pensati per iniziare e finire un'attività nel giro di due ore.

I bambini sono ipnotizzati dai videogiochi online come Minecraft ma, nonostante potrebbero essere utilizzati in modo attivo li subiscono spesso passivamente. CoderDojo può essere un modo per conoscere il mondo dei videogiochi dall'interno? Può essere il lato educativo di un videogioco?

Assolutamente! Se vogliamo creare un videogioco, ci sono tantissime cose da fare: bisogna pensare alla storia, capire la logica con cui muovere i personaggi sullo schermo, c'è la grafica da disegnare, i suoni da registrare, la musica... Se poi si invita il bambino a fare un gioco su un argomento di suo interesse, voilà, a quel punto c'è anche la motivazione, che è la molla che spinge a voler imparare.

Per esempio, mi chiedono spesso: "Come faccio a far saltare in alto il personaggio del mio videogioco"? Al che rispondo: per spostarlo possiamo dire al computer di muoverlo in orizzontale o in verticale. Prova a cliccare su quei bottoni che cambiano la posizione x e y, e vedi cosa succede! Con sistemi come Scratch questa sperimentazione è immediata, letteralmente basta un clic.

Ed è così che anche bambini delle elementari finiscono ad avere una infarinatura sulle coordinate cartesiane senza aspettare di impararle alle medie... Quelli che invece già le conoscono finalmente scoprono che anche quello che hanno imparato sui banchi può essere usato per produrre qualcosa di divertente.

computer e bambini

Come funziona un CoderDojo, come ci si iscrive, cosa serve per partecipare agli eventi di CoderDojo?

Ogni CoderDojo si organizza secondo le proprie regole, quindi suggerisco di guardare bene il sito del CoderDojo della propria città. In ogni caso i CoderDojo sono gratuiti e non occorre avere conoscenze pregresse, l'idea è consentire a chiunque di venire e nell'arco di due/tre ore creare qualcosa sul tema che si preferisce.

A Trento per esempio consegnamo delle guide passo da passo da seguire in autonomia e per ogni quattro bambini è presente un mentor esperto che li aiuta in caso di difficoltà. Gli eventi CoderDojo sono ospitati presso strutture pubbliche o private che offrono la disponibilità degli spazi e wifi, a Trento per esempio siamo ospitati regolarmente dalla Biblioteca comunale, siamo stati all’Università, al Muse e all'ImpactHub e facciamo sessioni speciali in scuole, fiere, feste di paese...

L'iscrizione solitamente viene fatta online ad ogni evento, e il metodo di iscrizione può variare: c'è chi adotta il portale Eventbrite (come facciamo a Trento), chi Facebook, chi il portale CoderDojo Zen e chi semplicemente la mail. I partecipanti devono solo portare il proprio computer (modaltà chiamata anche in inglese BYOD, Bring Your Own Device), i mentor del CoderDojo procederanno poi all'installazione del software gratuito necessario.

Insomma, Mattia è impaziente ed entusiasta. Noi a settembre si comincia. Voi?


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Annalisa Aloisi

Sono Annalisa Aloisi, ho 38 anni, un marito, 2 bambini di 11 e 8 anni e due gattoni. Sono appassionata di libri, montagna, medicina e guarigione naturale e sono Master Reiki.

Alla perenne ricerca della mia strada, in continua revisione di me stessa, sogno di poter un giorno lavorare con le mie passioni..

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